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La Mente: realtà o interpretazione?

la mente

La mente mente. Quante volte abbiamo sentito questa affermazione! Ma cos’è la Mente? Come funziona? E come si utlizza al meglio? Te lo spiego in questo articolo.

La Mente e il Cervello sono la stessa cosa?

Per iniziare è utile iniziare a fare chiarezza su cosa sia la Mente, e come essa sia connessa al Cervello. Il cervello è un organo, un substrato fisico costituito da triliardi di cellule nervose, i neuroni, che formano una quantità infinita di connessioni. Attraverso gli scambi elettrici fra queste infinite connessioni, avvengono passaggi e elaborazioni di informazioni. Le elaborazioni attuate dal cervello vanno dalla più semplice (es. percepire la differenza fra buio e luminosità), e crescono di complessità fino a generare il pensiero razionale. I pensieri sono elaborazioni estremamente complesse e articolate degli stimoli ricevuti dall’ambiente in un dato momento e delle informazioni già immagazzinate in appositi circuiti neuronali. Per Mente si intende l’espressione cosciente dei pensieri.

E quindi, a cosa serve la Mente?

Per imparare ad utilizzare la propria mente al meglio è utile comprenderne prima l’utilità, il significato evolutivo di possedere un cervello tanto grande e in grado di attuare operazioni tanto complesse. Ogni animale, essere umano compreso, ha sviluppato il proprio meccanismo di sopravvivenza, cioè delle caratteristiche fisiche che gli permettano di avere un vantaggio sugli altri animali nel momento in cui ci fosse una lotta per la Vita. Per esempio la gazzella è estremamente veloce e riesce così a sfuggire al leone, il camaleonte si mimetizza e confonde con l’ambiente. L’uomo, che non ha particolari dotazioni fisiche, ha sviluppato la grande capacità di risolvere problemi attraverso il ragionamento logico. Quindi, il cervello, e in particolare la sua parte evolutivamente più recente, cioè la corteccia prefrontale, sono stati sviluppati per risolvere problemi legati alla sopravvivenza attraverso il pensiero logico e astratto.

Come avvengono i processi mentali?

Bisogna immaginare il cervello come una macchina che fa costantemente predizioni sulla realtà e cerca di confermarle e renderle stabili. Cioè crea una rappresentazione della realtà che sia utile ad agire nel mondo e quindi a sopravvivere, e cerca di mantenerla salda nel tempo. Per fare ciò accumula costantemente informazioni sensoriali dall’ambiente esterno e dagli organi interni al corpo, e la elabora confrontandole con le esperienze pregresse che ha già immagazzinato, cercando di darle un senso utile. Così facendo crea una nuova rappresentazione, un modello nuovo della realtà, che utilizzerà in seguito per interpretare le nuove informazioni. I pensieri, e quindi la mente, sono il risultato ultimo di questa complessa catena di confronti e integrazione.

Dove inizia tutto?

Se sei stato attento/a alla spiegazione ti verrà spontaneo chiederti: ma come inizia il processo? Alla nascita non si hanno esperienze pregresse con cui confrontare le nuove informazioni! Parzialmente è vero, alla nascita le strutture cerebrali necessarie per questo tipo di elaborazione complessa non sono neanche ancora formate. D’ altra parte esse emergono da meccanismi e circuiti cerebrali più semplici e arcaici adibiti alla semplice percezione sensoriale. Questi ultimi compaiono molto precocemente nello sviluppo del feto e cominciano ad essere influenzati già attraverso l’interazione materna durante la gestazione. Il processo di formazione e stabilizzazione di questo meccanismo è in sviluppo dai primi mesi di concepimento e si assesta alla fine dell’adolescenza. I primi anni di vita sono quindi determinanti nel creare i modelli base, le rappresentazioni della realtà, e quindi i circuiti neurali, che saranno impiegati in età adulta per interpretare le nuove informazioni e dare senso alla realtà.

Dove sta la falla?

I condizionamenti, le informazioni percettive, ricevute fin dal grembo materno sono fondamentali per costruire delle basi solide di interpretazione della realtà che possano essere utili alla sopravvivenza in età adulta. E’ facile comprendere quindi che stimoli e informazioni distorte ricevute in infanzia andranno a modellare in modo forte la percezione della realtà successiva. In particolare, alcuni dei circuiti cerebrali più importanti, sono quelli che vengono utilizzati per l’elaborazione e la regolazione delle emozioni. Infatti, il pensiero cosciente emerge da un’ulteriore elaborazione dell’attività fisiologica di reazione agli stimoli ambientali. Le emozioni sono proprio le attivazioni fisiologiche corrispondenti alla percezione di uno stimolo. In particolare, ci sono delle parti del cervello dedicate all’elaborazione dei pericoli e alla generazione della risposta di Paura.

La Mente: un segnale per la sopravvivenza

La Paura è l’emozione cardine necessaria alla sopravvivenza! Se non si provasse Paura si finirebbe sbranati da un leone in un batter d’occhio. Nella nostra cultura, spesso accade che il bambino riceva dalle figure genitoriali delle informazioni contrastanti che vanno ad intaccare la sua percezione di sicurezza e vanno ad attivare i circuiti neurali responsabili della reazione ai pericoli. In questo modo il bambino introietta, cioè rende parte dei suoi modelli basilari della realtà, delle percezioni distorte sul mondo, che poi saranno le radici da cui si svilupperanno i pensieri complessi dell’età adulta. Più un’informazione o percezione ricevuta in età infantile viene percepita come rilevante per la propria sopravvivenza, più risulterà saliente e sarà determinante nell’elaborazione delle conoscenze successive. Quindi, le credenze che svilupperanno in età adulta ne saranno altamente condizionate.

La Mente: amica o nemica?

Naturalmente, parte dei condizionamenti ricevuti, cioè delle lenti che si indossano per osservare il mondo sono davvero funzionali e utili, e permettono lo sviluppo dell’individuo. D’altra parte, ci sono condizionamenti, anche molto forti, che invece ne inibiscono la Vita generando pensieri che non sono funzionali alla sua espansione. Quindi, è fondamentale sapere che i propri pensieri e le proprie credenze non sono per niente oggettivi e veritieri ma sono una interpretazione soggettiva della realtà creata attraverso questo complesso e molto lungo processo.

Quindi, quando mente la Mente?

Di conseguenza, imparare a Disidentificarsi e a non credere fermamente alla propria narrativa mentale è l’unico modo per iniziare ad osservare i propri schemi di funzionamento interiore e scegliere di rafforzare quelli che sono più utili per la propria evoluzione. Spesso, infatti, si è così abituati a questa modalità di funzionamento che si crede che quello che la mente comunica sia il riflesso oggettivo della situazione. Non è così. Il compito della mente è elaborare informazioni per trovare soluzioni e prevenire possibili pericoli. Lo fa a partire dalle percezioni di sicurezza ricevute in età infantile, quindi spesso cerca soluzioni a pericoli che non esistono più!

Come usarla?

Per utilizzare la propria mente al meglio bisogna quindi ripulirla da tutti i condizionamenti che non sono più utili e attuali. Solo così ci sarà spazio per creare nuove connessioni e nuovi pensieri. Lo strumento cardine per attuare questo tipo di pulizia è la Meditazione! Attraverso la meditazione si attua una vera e propria potatura dell’intricato groviglio di connessioni e pensieri accumulati inutilmente durante tutto il corso della vita.

.. Per ora ti ho fornito tantissime informazioni, anche piuttosto complesse. Quindi ti lascio il tempo di assorbirle e farle tue e ti aspetto su un nuovo articolo dove approfondiremo la Meditazione: cosa avviene nel cervello, i suoi benefici e come praticarla!

Non esitare a scrivermi se ci fossero dei dubbi sull’argomento! Sarò felice di andarne in profondità.

Qualche referenza utile

  • Ti consiglio la lettura dei miei articoli sull’ importanza della Paura e sulla Meditazione. Nel mio articolo sul Cuore trovi anche una piccola Meditazione in regalo! Ti consiglio di darci un’occhio.
  • Se già volessi dei consigli di Meditazione, per iniziare ti consiglio di seguire Daniel Lumera, per pratiche più avanzate ti consiglio la Scuola di Trasformazione Personale. Questi sono i Maestri che mi hanno guidato personalmente.
  • Ti lascio qualche articolo scientifico sui temi trattati in questo articolo per approfondire:

Bubic, A., Von Cramon, D. Y., & Schubotz, R. I. (2010). Prediction, cognition and the brain. Frontiers in human neuroscience, 25.

Friston, K. (2010). The free-energy principle: a unified brain theory?. Nature reviews neuroscience11(2), 127-138.

Laukkonen, R. E., & Slagter, H. A. (2021). From many to (n) one: Meditation and the plasticity of the predictive mind. Neuroscience & Biobehavioral Reviews128, 199-217.

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