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Amare sè stessi: forse devi risintonizzare il tuo cervello

Amare sè stessi può essere difficile: ti spiego le cause cerebrali, gli effetti fisici, e come poter migliorare!

Se fatichi a provare amore verso di te, tendi a giudicarti e pretendere da te stesso/a più di quello che riesci a raggiungere, o non riesci ad apprezzare i tuoi successi, è importante che tu ne comprenda i motivi e inizi ad attuare delle strategie per cambiare, perché questo potrebbe avere degli effetti sulla tua salute!

PS. In fondo alla Pagina troverai un piccolo regalo per te. Mi raccomando, ti consiglio di leggere l’articolo per poterlo godere appieno.

Il cervello delle persone auto-critiche funziona diversamente?

Non sto scherzando, studi sperimentali hanno mostrato che le persone che sono altamente autocritiche mostrano un’attività cerebrale diversa da quella di persone che invece sono amorevoli verso sé stesse, in contesti in cui devono regolare le emozioni, e questo è evidenziato anche nella loro attività nervosa periferica. La parte del sistema nervoso periferica è quella adibita al controllo di tutti gli organi del corpo: per esempio modula l’attivazione cardiaca, la frequenza respiratoria, il metabolismo, ecc., mantenendo armonia fra stati di attivazione fisiologica e stati di riposo. Potrai capire facilmente che quindi un’attività cerebrale disequilibrata ha ripercussioni su tutto il corpo e, se protratta, può influenzarne il corretto funzionamento.

Dove inizia tutto?

Per capire come si sviluppino queste differenze a livello cerebrale, bisogna tornare ai primi anni di vita. Il cervello è un organo altamente plastico, cioè malleabile, soprattutto nelle prime fasi di crescita, fino alla fine del periodo adolescenziale. Infatti, è l’organo che permette di dar senso alla realtà, e lo fa sintonizzando le connessioni neurali a seconda dell’ambiente in cui e inserito. Quindi l’ambiente, il contesto in cui un bambino si sviluppa, è determinante nella sintonizzazione dei circuiti cerebrali che verranno utilizzati poi nella vita adulta. Uno dei circuiti neurali più importanti è quello specializzato nel rilevare i pericoli e attivare le risposte corporee adatte, cioè quelle relative alla Paura e all’azione per la protezione dal pericolo. (Vista l’importanza della risposta alla Paura ti consiglio di leggere il mio articolo dedicato in cui ti spiego come utilizzare al meglio questa emozione!).

Dall’infanzia ..

Se il bambino di trova a svilupparsi in contesti in cui non si percepisce al sicuro, i suoi circuiti cerebrali dedicati alla rilevazione e alla regolazione della paura di svilupperanno in modo sproporzionato! E’ importante notare che Non è necessario che ci siano condizioni di pericolo oggettivo, ma si fa riferimento alla Percezione di sicurezza del bambino, che è un parametro soggettivo e dipendente dalle sue caratteristiche individuali! Per cui un bambino potrebbe introiettare, cioè rendere parte della sua realtà, anche semplicemente le insicurezze del genitore di riferimento, se percepite come impattanti al suo senso di sicurezza. Va da sé, che un bambino cresciuto in un ambiente iper-giudicante, in cui i suoi bisogni emotivi vengono trascurati, svergognati, o addirittura repressi, svilupperà facilmente una iper-sensibilità al pericolo e sintonizzerà il suo cervello a rilevare velocemente e efficacemente situazioni che potrebbero ledere alla sua sensazione di sicurezza.

.. all’età adulta

In età adulta quindi, si troverà ad essere più sensibile della media verso situazioni esterne di potenziale rifiuto o critica e diventerà internamente auto-criticante, come strategia di difesa dalla possibilità del potenziale pericolo percepito. Di consequenza avrà più difficoltà a provare amore verso di sè, semplicemente perchè non ha imparato a farlo in età evolutiva. Infatti, l’attività cerebrale innescata durante la risposta alla paura va a inibire l’attività dei circuiti neurali adibiti alla cura e alla sensazione di sicurezza, quelli che creano una sensazione interna di calore, sicurezza e rilassatezza, cioò quelli necessari per amare sè stessi.

Niente paura! Amare sè stessi è possibile per tutti!

Ovviamente per chi si riconoscesse in questa descrizione, c’è un’ottima notizia! Il cervello è plastico e si può riprogrammare, e soprattutto si può riprogrammare la risposta fisiologica alla paura. Per questo tipo di difficoltà non c’è soluzione immediata, ma è necessario e importante intervenire su vari livelli. Un approccio per ristabilire l’equilibrio psico-fisiologico in questo ambito, la cui efficacia è stata comprovata in numerosi studi sperimentali, è la Terapia basata sulla Compassione.

Come funziona?

Questa terapia è stata sviluppata da un approccio teorico basato su osservazioni evoluzionistiche sullo sviluppo dei sistemi sociali, e si occupa di andare ad indagare le cause della difficoltà del paziente e insegnargli una serie di strumenti pratici di modulazione fisiologica che gli permettano di disinnescare la riposta automatica alla paura. Gli esercizi prevedono tecniche di respirazione, rilassamento, meditazione e visualizzazione, che vanno a modulare direttamente l’attività del sistema nervoso periferico, e a cascata del cervello. E’ importante ricordare infatti che fra corpo e cervello esiste un’interazione reciproca, quindi andando ad agire sul primo si va a modificare anche il secondo, e viceversa. Quindi, agendo a livello corporeo si vanno ricalibrare le connessioni neurali centrali e creare nuove risposte permanenti alle situazioni di difficoltà.

Quindi sì, si può apprendere ad amare sè stessi e allenarsi in modo volontario a generare sensazioni di calore, cura, e protezione, fino a che non diventeranno la norma del proprio Essere.

Consigli e referenze

Ti lascio qui sotto alcune referenze che potrebbero interessarti:

  • Qualche referenza bibliografica sugli argomenti trattati in questo articolo per approfondire autonomamente:

Gilbert, P. (2009). Introducing compassion-focused therapy. Advances in Psychiatric Treatment, 15(3), 199–

Gilbert, P., & Procter, S. (2006). Compassionate mind training for people with high shame and self-criticism: Overview and pilot study of a group therapy approach. Clinical Psychology & Psychotherapy,

Petrocchi, N., & Cheli, S. (2019). The social brain and heart rate variability: Implications for psychotherapy. Psychology & Psychotherapy: Theory, Research & Practice, 92(2), 208–223.

Porges, S. W. (2007). The polyvagal perspective. Biological Psychology, 74(2), 116–143.

Un piccolo regalo per iniziare ad Amarti

Ti lascio anche un Video da Ascoltare e riascoltare a piacimento. Se dovesse suscitare in te emozioni o pensieri “negativi”, ricorda che sono semplicemente indicatori della tua risposta psico-fisiologica automatica, che potrai andare a modificare! Quindi osserva e prendi nota della tue reazioni e inizia a chiederti da dove derivino ..

Ricorda che per Amare sè stessi a volte serve allenamento!

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